Quarta domenica: La gioia cristiana

1 febbraio 2026.

“Beati quelli che sono nel pianto perché saranno consolati.”  (Mt 5, 5)

         Il racconto delle beatitudini è considerato come il progetto morale del cristianesimo. Anche se quest’ultimo si riassume in un unico comandamento, come insegnò Gesù Cristo nell’Ultima Cena, il comandamento dell’amore, dà vita a un nuovo e originale tipo di comandamento. Non si tratta più di non fare il male, bensì di fare soprattutto il bene. Per fare il bene dobbiamo essere generosi economicamente. Ciò ci rende un po’ più poveri così come al contempo rende a chi aiutiamo un po’ meno poveri. Per fare il bene dobbiamo adempiere ai nostri doveri, anche se ciò comporta il versare delle lacrime. Per fare il bene dobbiamo difendere la giustizia e come conseguenza stare al fianco di chi subisce le ingiustizie, anche se ciò ci può includere tra i perseguitati. Per fare il bene dobbiamo lavorare per la pace minimizzando le situazioni di violenza anche se ciò ci può complicare la vita con il rischio di essere attaccati da entrambe le parti in conflitto. Per fare il bene dobbiamo perdonare anche quando non riceviamo dall’altra parte lo stesso trattamento.

         Dobbiamo provare a mettere in pratica tutte le beatitudini. Sarebbe conveniente iniziare almeno con una, quella che ci risulta più facile e specializzarci in questa senza che però ciò significhi dimenticarci delle altre. Inoltre sii pacifico, sii generoso, sii umile, sii prudente, sii casto, sii onesto e sarai felice come promette Cristo.

Obiettivo: Scegli la virtù che ti risulta più semplice e vivila a fondo. Diventa uno specialista di quest’ultima e dopo scegline e continua con un’altra.

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