XX domenica: La forza dell’umiltà

16 agosto 2026.

Ed egli: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma ella disse: «Sì, Signore; ma anche i cagnolini si nutrono delle briciole che cadono dalla mensa dei padroni». Allora Gesù rispose: «O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu vuoi». Da quel momento sua figlia fu guarita.  (Mt 15, 25-28)

         Il Vangelo di questa settimana ci offre l’esempio di una donna che chiedeva a Gesù la guarigione di sua figlia. Anche se il Signore- stranamente e per mettere alla prova la sua fede- la paragonò a un cane, lei non rispose adirata bensì continuò a insistere con umiltà. Fu proprio quell’umiltà che aprì il cuore di Gesù e le permise di ottenere il miracolo.

         Dunque, ci troviamo di fronte a un esempio di come deve essere la nostra preghiera: persistente e umile. Sovente, chiediamo a Dio cose che, trascorso un periodo e a volte perfino poco tempo dopo, smettiamo di chiedere. Questo succede perché nel fondo ciò che chiedevamo non ci importavano tanto. Inoltre, spesso, più che chiedere qualcosa esigiamo, e davanti a Dio ci comportiamo non come fosse il Signore ma come fosse il nostro servo. Trattiamo Dio come se fosse al nostro servizio e come se il suo principale obbligo fosse quello di accontentarci e soddisfare i nostri capricci. Senza umiltà è impossibile la preghiera compresa quella in cui si fa una richiesta. La persona umile sa che ciò che chiede è un dono, che è qualcosa a cui non ha diritto e, di conseguenza, non si arrabbia se ciò che ha chiesto non le viene concesso. Se riceve questo dono ringrazia, ma se non lo riceve accetta il mistero e ringrazia Dio per tutte le altre cose meravigliose che ha ricevuto. Se sapessimo chiedere in questo modo sicuramente riceveremmo di più e, in ogni caso, quello che non ci viene concesso non ci servirebbe come motivo di crisi di fede.  Succede il contrario  invece a coloro che si allontanano da Dio quando Egli non dà loro ciò che chiedono.

Obiettivo: Analizzare bene cosa dobbiamo chiedere in modo da insistere su questo punto. E poi chiedere con umiltà dicendo al Signore che non Lo abbandoneremo se non ci concede quello che vogliamo.

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