XXIII domenica: Gesù in mezzo ai discepoli

6 settembre 2026.

“Infatti, dove sono riuniti due o tre nel mio nome, ivi sono io, in mezzo a loro.”  (Mt 18, 20)

         Cristo è presente in mezzo ai discepoli così come lo è presente nell’Eucaristia anche se con un tipo di presenza diversa. Però, proprio come nell’Eucaristia, è necessario che siano rispettati alcuni requisiti: il primo è quello dell’unità e il secondo è quello dell’unità ma che sia nel Suo nome.

         Quando prendiamo in considerazione il dono che si riceverà, e cioè la presenza del Signore,  ogni sforzo vale la pena pur di raggiungere quanto ci viene promesso. Il sacrificio dell’umiltà e dell’accettare i difetti del prossimo, per esempio, vengono ricompensati dalla gioia che ci dà la convivenza con Cristo. Infatti quando siamo con Lui si vive nel Cielo, invece quando rompiamo l’unità, quando mettiamo Dio da una parte, ciò che viviamo è l’Inferno. Non a caso il Cielo è stare con Dio e l’Inferno è stare lontano da Lui, senza di Lui. Tutto ciò spesso si vive in casa per esempio quando non c’è amore in famiglia. Infatti, sovente, in tal senso si dice: “Questa casa è un inferno”. Chi lo dice ha ragione ma non sa perché. È l’assenza di Dio, l’assenza collegata alla mancanza d’amore ciò che rende impossibile la vita in comune.

         Inoltre, è bene ricordare che quell’unità si può realizzare solo nel nome del Signore e quindi uniti a Lui e a chi Lo rappresenta: la Chiesa. Tutto ciò ha un prezzo e cioè l’accettare gli insegnamenti della Chiesa, tutti gli insegnamenti, perfino quelli che ci risultano più difficili da capire o da praticare.

         Il prezzo può sembrare alto ma ne vale la pena. D’altra parte non bisogna illudersi: se non si paga il prezzo dell’unità si pagherà il prezzo della divisione. Se non si fa uno sforzo per mantenere unita la famiglia, bisognerà accettare e soffrire le conseguenze della disunione. E dato che dobbiamo pagare un prezzo, meglio pagare quello che ci unisce a Dio e ci dà la felicità sulla terra.

Obiettivo: Mettere in pratica la massima “Vale di più il meno perfetto in unità che il più perfetto in disunione”. Esercitare l’umiltà, la pazienza e la fedeltà alla Chiesa.

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